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fondire lo studio dei lavori di Dirac durante l'inverno 1928-1929 Fermi decide,
                                         come fa spesso, di riformulare la teoria seguendo un approccio matematico a lui
                                         più familiare. Successivamente lavora a lungo per trovare una soluzione alle ben
                                         note difficoltà relative alle divergenze dell'elettrodinamica quantistica che nascono
                                         dalla self-energia dell'elettrone puntiforme e riempie interi quaderni di calcoli,
                                         senza successo. Alcuni risultati interessanti si trovano tuttavia nei lavori Sopra
                                         l'elettrodinamica quantistica, Le masse elettromagnetiche nella elettrodinamica quanti-
                                         stica, Quantum Theory ofRadiation [Teoria quantistica della radiazione]. Nel corso
                                         di queste ricerche personali, Fermi comunica regolarmente i suoi risultati ad allievi
                                         e amici, come Amaldi, Majorana, Racah, Rasetti e Segrè. Ogni giorno, alla fine
                                         del lavoro, li raduna intorno al tavolo e in loro presenza inizia con l'elaborare
                                         prima la formulazione di base dell' elettrodinamica quantistica e poi prosegue
       Ettore Majorana                   facendo, una dopo l'altra, una lunga serie di applicazioni dei principi generali a
                                         particolari problemi fisici. Questo metodo, caratteristico di Fermi, di lavorare su
                                         un problema teorico "in pubblico" (per così dire) e di insegnare allo stesso tempo,
                                         gli permette di esprimere ad alta voce quello che sta pensando. Nel frattempo,
                                         nello scrivere i risultati alla lavagna, non salta mai un passaggio, procede lenta-
                                         mente, a velocità uniforme e senza esitazioni, ma facendo sistematici progressi,
                                         indipendentemente dalla difficoltà della trattazione. Tutto questo lavoro
                                         sull'elettrodinamica viene riassunto da Fermi in una serie di lezioni che tiene
                                         all'Istituto Poincaré di Parigi nel 1929 e, in forma più completa, alla scuola estiva
                                         di Ann Arbor all'Università del Michigan nel 1930. Di queste lezioni viene
                                         fatta una traduzione sia in francese che in inglese. L'articolo di Fermi Quantum
                                         Theory of Radiation [Teoria quantistica della radiazione] pubblicato nella "Review
                                         of Modern Physics" del 1932, che fornisce le prime nozioni di teoria dei campi,
                                         è una monografia su cui generazioni di ricercatori hanno imparato l'elettrodina-
                                         mica. Da Hans Bethe viene considerato un «esempio insuperabile di come si
                                         possa esporre con semplicità una materia così complessa». Eugene P Wigner
                                         commenta a proposito: «Nessuno che non conoscesse a fondo tutte le complica-
                                         zioni della teoria avrebbe potuto scriverlo e nessuno avrebbe potuto evitare più
                                         abilmente tutte le complicazioni». Wigner e Victor Weisskopf si adopereranno
                                         per rendere rigorosa una regola di calcolo delle probabilità di transizione
                                         spontanea tra stati quantici che Fermi ricava con una matematica assai spregiu-
                                         dicata e che da lì in poi verrà chiamata Fermi's golden rule [Regola d'oro di Fermi].



                                         1930 Come già era emerso nel caso dei suoi lavori sulla relatività, in generale
       La camera a nebbia
                                      _          Fermi rifugge da riflessioni di tipo puramente epistemologico e adotta

                                         un'impostazione pragmatica secondo cui egli si ritiene soddisfatto quando un
                                         formalismo matematico è in grado di spiegare i dati sperimentali. Un'eccezione è
                                         costituita dal dibattito intorno alla corretta interpretazione del principio di
                                         indeterminazione. Nell'articolo L'interpretazione del principio di causalità nella mec-
                                         canica quantistica Fermi cerca di precisare in che senso in meccanica
                                         quantistica non si possono determinare gli eventi futuri e mostra con chiarezza
                                         che la nuova teoria non è caratterizzata tanto dall'indeterminazione dello sviluppo
       Enrico Fermi e Enrico Persico     temporale degli eventi, quanto dall'incertezza implicita necessariamente nella
       in montagna (1930)



     152      L'opera scientifica di Enrico Fermi                                                     Luisa Bonois
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